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Sabato 31 Marzo 2012, 8.00-19.30  

Tour ai segreti di Chioggia 
Con Marina Spinadin nei luoghi eccellenti della più antica città lagunare.
  

Propedeutico alle prossime navigazioni a Chioggia,
dal Raduno dei
Venturieri a VeLaRaid 2012 

 

» Le immagini by Tony Peressin

» le 65 immagini del Tour by Sergio Zulian

 by Sergio Zulian


Il cuore "romano" di Chioggia é chiamato lo "Stendardo", ed é custodito dai Talamoni di marmo posti alla base dell'alto pennone fra il Palazzo Municipale (palazzo grande a sx) e la loggia del Bandi (neoclassica, a dx).  
Lo "Stendardo" é esattamente all'incrocio del cardo con il decumano, e
rappresenta uno dei simboli della Chioggia che all'origine fu madre di Venezia e non figlia, Signora anziché serva.
Al di là dell'intensa ma piacevolissima giornata culturale, magistralmente organizzata da Marina Spinadin e Stefano Battaglini, rimarranno vivissime le figure degli istrioni che, da "Peppino" Nordio a Aldo Bullo, dal prof. Bellemo a Enrico Marchesan, hanno declamato opere e primati che cercheremo a breve di raccontare in queste pagine. 
  
Grazie anche al prelibato supporto gastronomico dell'Osteria "Da Nicola", che ha garantito il sostegno fisico al drappello dei 22 sangiulianini, alle 19.00 é giunto il commiato alla città, celebrato da Don Giuliano, davanti all'altare di San Giuliano: il percorso del tour trovava suggestiva ricongiunzione!

  


  
foto Peressin: ore 18.00, uno dei momenti più difficili del tour


  
foto byRevi: ore 13.30 primo brindisi al Ristorantino
"Osteria da Nicola", fondamenta S.Domenico 874, tel. 041 408029, cell. 334 2978308 


GITA  A CHIOGGIA

di Marina Spinadin
Partendo dalla simpatica poesia dell'anonimo ammiratore delle bellezze di questa città [poesia a lato], vi condurremo a visitare i luoghi più curiosi ed affascinanti, lasciando al vostro interesse l’approfondimento di altri pregevoli siti.
 

La storia in breve

Chioggia è più antica di Venezia (anche se i veneziani faticano ad ammetterlo) e la leggenda la vuole fondata da Clodio, compagno di Enea fuggito da Troia ed approdato su queste isolette al riparo dai forti marosi dell’Adriatico. 

Leggenda a parte, Chioggia era famosa già al tempo dei romani per la produzione del sale, di ottima qualità ed in grado di competere con quello di Cipro. A quel tempo il sale costituiva la “moneta” con cui pagare merci e persone (da qui deriva la parola SALARIO con il significato di PAGA) e Chioggia prosperava. La pianta della città mostra chiaramente le suddivisioni create per raccogliere il sale e mostra altresì l’influenza romana con un CARDO (Corso del Popolo) ed il DECUMANO (Calle san Giacomo).

  

La laguna ed il mare Adriatico danno modo agli abitanti del luogo di sviluppare la pesca, al punto che ancora oggi Chioggia vanta una flotta peschereccia tra le più grandi d’Italia.
Con le invasioni barbariche molte persone si rifugiano a Chioggia e nel 1110, data l’importanza della città, la sede vescovile viene trasferita da Malamocco a Chioggia. 

Le proprietà del vescovado si estenderanno addirittura fino a Ravenna nel momento di maggior splendore.Nel 1379 la rivalità tra le due Repubbliche marinare, Venezia e Genova, scatena una guerra feroce che si combatterà soprattutto a Chioggia e vedrà la città assediata per lungo tempo.

 

Non è un caso che uno dei più diffusi cognomi chioggiotti sia proprio DORIA. Genova viene sconfitta grazie al decisivo apporto dei chioggiotti; Venezia, pur riconoscendo il valore dei combattenti sotto il vessillo di san Marco, non vuole perdere il suo ruolo di “capo”, perciò inizierà a trasformare Chioggia da florida città sul mare a paese arretrato sia socialmente che culturalmente. 

Vengono chiuse le saline, fonte di reddito per la città, viene proibito di studiare per paura di ribellioni, le autorità cittadine (sindaco, podestà e consiglio) vengono eletti non più tra i più eminenti cittadini, bensì scelti da Venezia in base a “simpatie” (un po’ come accade oggi tra i politici). Si aprono anni bui per la città che dureranno fino agli anni 60 del novecento almeno per certa parte della popolazione. Non ostante ciò, nascono e prosperano anche figure di grande importanza per l’arte e la cultura, le scienze e la navigazione.
 

Il dialetto

Il chioggiotto è un dialetto veneto completamente diverso da tutti gli altri. Questo a causa delle dominazioni subite e delle influenze che gli scambi marittimi hanno da sempre portato. Fondamentali furono l’assedio genovese e la dominazione francese in epoca napoleonica. Dei genovesi, oltre al cognome Doria, rimangono alcune voci verbali che terminano in “u” (accade solo qui a Chioggia) e dei francesi restano alcune parole: una fra tutte “articiocco” cioè carciofo, molto simile alla pronuncia francese.Se a Venezia si dice” Dove ti va?” Oppure “Dove ti xe drìo andar?” a Chioggia diciamo “ O dove vastu?” oppure “Dove xestu drìo andare?”Inoltre i chioggiotti sono “rinomati” per la parlata lente e con le “e” aperte; ciò è sicuramente dovuto, a mio avviso, alla necessità, quando si era per mare (e non esistevano i moderni mezzi di comunicazione) di comunicare da un peschereccio all’altro.  Per lo stesso motivo sentirete ripetere il verbo finale di una frase, es: Vastu anca ti, vastu?

 

Visitiamo i luoghi più interessanti

Entriamo a Chioggia da Porta Garibaldi ed alla nostra sinistra troviamo il “sagraeto”, ovvero il piccolo sagrato posto sul retro del Duomo. Questa chiesa è opera del Longhena, l’interno è poco decorato ma da vedere è il pulpito. La balaustra del “sagraeto” si trovava in origine sul palazzo municipale andato distrutto dal fuoco nel 1814 . 
Presso la statua della Vergine detta “Refugium peccatorum” si recavano a pregare le donne dei pescatori per chiedere che i loro cari tornassero sani e salvi dalla pesca in alto mare. 
Noi velisti al terzo sappiamo che se c’è poco  vento si fa poca strada e se c’è burrasca bisogna raccomandarsi a tutti i Santi del calendario. Nei tempi andati i pescatori uscivano con i bragozzi con la vela al terzo e stavano per mare per molti giorni. 
Vedremo, quando saremo al Campanile, una tipica cassa da marinaio destinata a contenere le poche cose che ci si portava via per andar per mare.Procediamo per il Corso del popolo, che tutti conoscono come “la piazza” e notiamo a sinistra oratori sedi un tempo di confraternite ed oggi adibiti (purtroppo) a negozi.  
A destra, invece, vi è la chiesa di San Martino e più avanti quella detta “delle Muneghette” (piccole monache), in origine la cappella di un antico convento di monache. 
A sinistra notiamo la targa che indica la casa che fu di Goldoni
Il padre lo voleva dottore o avvocato, ma Carlo preferiva seguire i guitti che passavano in città ed ascoltare le recite. Fu così che Goldoni padre pensò di mandarlo a Chioggia a sbollire gli spiriti da guitto, ritenendo la città poco stimolante culturalmente. Ma quanto si sbagliava! 
Qui Carlo conobbe donne attraenti e ben disposte che gli allietarono il soggiorno e poté assistere alle frequenti baruffe nelle calli da cui trasse uno dei suoi capolavori “Le Baruffe Chioggiotte” appunto. 

  

Merita un cenno la toponomastica chioggiotta: mentre a Venezia le calli ed i campi prendono nome spesso dai mestieri che in quel luogo si svolgevano, a Chioggia le calli hanno il nome della famiglia che la abitava, o comunque possedeva il maggior numero di abitazioni. Così troviamo calle Naccari, calle Nordio e calle Duse ad esempio. Qui nacque, infatti, la famosa Eleonora.

   

Proseguiamo lungo la piazza e troviamo a destra la Chiesa di San Giacomo, la Loggia dei Bandi (sede della polizia municipale) lo “stendardo” con i talamoni in marmo ed il palazzo comunale.
Sempre a destra si apre Piazzetta Granaio (il nome dice tutto); la costruzione con il piccolo tabernacolo al centro opera del Sansovino fa da scudo alla pescheria. 

Entriamo in pescheria attraverso un portale decorato con bassorilievi narranti la storia di una bambina e della sua malattia. Il portale fu fatto erigere dai genitori per ricordo.

Fuori dalla pescheria ci troviamo davanti alla chiesa di San Andrea ed alla torre dell’Orologio.
Il meccanismo (il più antico orologio da torre al mondo insieme a quello di Salisbury) è opera dei Dondi. 
Visiteremo la torre con la guida di esperti volontari. La piazza termina in Piazzetta Vigo dove sorge la colonna con il “gato”, così chiamato date le dimensioni. 
In realtà il leone marciano è stato scolpito da un mestrino, sembra, che o era poco esperto e quindi ha scalpellato un po’ troppo, oppure, come sembra più vero, ha ridotto le dimensioni per dare meno importanza alla città rispetto a Venezia.

Saliamo sul Ponte di Vigo, l’unico con gradini e balaustra in marmo (tutti gli altri sono in mattoni a vista) e al termine della calle si erge la Chiesa di San Domenico sull’isoletta omonima. 
La chiesa contiene pregevoli opere pittoriche tra cui un San Paolo del Carpaccio (ultima opera); ma ciò che più attrae lo spettatore è il grande crocefisso dei pescatori dietro l’altare maggiore. 
La nostra guida ci condurrà a visitarlo da vicino e ci narrerà le vicende più sensazionali della città.

A questo punto ci meritiamo un buon pranzo a base di pesce freschissimo, poi torneremo verso Porta Garibaldi per visitare il Museo Civico della Laguna sud.  

 


 

Per prenotazioni scrivere a spinadin.marina@gmail.com

oppure telefonare al 348 5604185

PROGRAMMA del tour:

Ritrovo a San Giuliano alle 7.45 di Sabato 31 marzo 
Smistamento nelle varie auto e partenza alle 8.00 
[si prega di segnalare l'eventuale disponibilità di posti in auto]

Arrivo a Chioggia per le 9.00, parcheggio (se possibile in area gratuita, altrimenti al costo di 7 euro per tutto il giorno da dividere per il numero di passeggeri)

Caffè e pastina in un particolare Cafè del centro

Visita alla Chiesa di San Domenico alle 10.15 (1 €/persona)

Visita alla Torre dell'Orologio alle 11.30 (1 €/persona)

Pranzo alle 13.00: 30 euro max. a persona e comprendente: antipasto, primo, secondo e contorno, caffè, 1/2 minerale e 1/4 di vino a testa; Pesce freschissimo !
[chi lo desidera può consumare in autonomia pranzo al sacco, basta segnalarlo !]

Visita al Museo Civico della Laguna alle 15.30 (2,75 €/persona compresa la guida)

Da definire visita all'Oratorio dei Battuti alle 17.00 (costo €/persona circa)
Partenza da Chioggia alle 18.30 circa.
Totale da richiedere come spesa: 37 euro a testa.

ADESIONI DA DARE ENTRO IL 22 MARZO, MASSIMO 40 PERSONE

Imperdibile occasione per conoscere da "una del posto" monumenti, anime segrete e piacevoli sorprese dell'antica città romana intessuta su cardi e decumani.


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La bagne el mare e la laguna

La xe un zogelo al ciaro de luna.

Chi da Venexia vien col vapore

Reste de stuco per el so splendore.

Se po’ giro per le so cale

Anca Quaresema par carnevale,

done sentae a ciacolare,

 altre ala tombola xe drìo xiogare,

da drìo te core ciurme de fioi,

da l’alto sventole fasse e nissioi.

I so abitanti i a tuti un bel viso,

chi vien a Ciosa, vien in Paradiso.

Anonimo

 

 

 

 

                                                                                                                                           byRevi 11.3.2012  agg. 2.4.2012