CIRCOLO VELICO CASANOVA       P.ta San Giuliano - Mestre Venezia      

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Ferragosto 2017: 
il CVC si trasferisce a Mazzorbetto


di Marta Fedeli  

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La settimana del Circolo Casanova a Mazzorbetto inizia la mattina di domenica 13 agosto, con l’allestimento delle barche in una veste, per me, inusuale: sempre vele al terzo, ma… cariche di viveri, cibarie ed abbondanti libagioni.

Un motore Tohatsu di 2,5 cv, inaspettatamente potente, ci conduce al Forte di Mazzorbetto, ora sede Agesci. E’ l’occasione di sbarcare su un’isola non raggiungibile con i mezzi pubblici, in una ex postazione militare ora vissuta in modo pacifico ed allegro, e già nel pomeriggio, una volta sistematici tra camerate e tende, di esplorare i dintorni.

 

La Laguna Nord ci offre un primo assaggio della sua natura e storia: ghebi inaspettati ci conducono tra barene ricoperte di Limonio in fiore, rifugio di garzette e ballerine, aggraziati piccoli uccellini; attraversato il Canale dei Borgognoni ci inoltriamo nei canali di Torcello, sotto il Ponte del Diavolo, sfilando accanto a case da sogno, piccole cavane private e giardini ed orti segreti. Sulla prospettiva domina il campanile quadrato della Cattedrale di Santa Maria Assunta.

 

Riscopriamo tutto questo la sera, nella prima delle nostre vogatine notturne, al seguito di Diego, Sindaco di Montiron e conoscitore dell’Archeologia Lagunare: di fronte ed a lato della chiesa ci fa ammirare la mappa di Atlantide ed i nuovi scavi in corso. D’altronde ci troviamo sui resti di un arcipelago che più di mille anni fa, con le Isole di Torcello, Costanziaco ed Ammiana, contava diecimila abitanti.

 

Nel corso della settimana di “vela-pesca” a Mazzorbetto le attività sono numerose: esplorazioni lagunari, veleggiate tra le barene, cacce fotografiche guidate da Tony e Sergio, modelli gli splendidi ibis che qui si sono insediati; ed ancora le lezioni di Tai Chi di Tony; 
le battute di pesca capeggiate da Sandro, con la rete, ma soprattutto, immancabile appuntamento notturno, con il bilancino dalla banchina del forte, coronate da un frittura di anguee e seppoline l’ultima sera di permanenza; la gita al Montiron e le visite al Museo ed alla Cattedrale di Torcello ed all’Isola di San Francesco del Deserto; l’escursione alla Valle Perini e quella enogastronomica all’Agriturismo le Saline.

 

E’ anche l’occasione per me, velaterzista alle prime armi, di cimentarmi con le piccole e grandi insidie della Laguna Nord: canali risaliti bordeggiando contro vento e contro corrente, sotto le indicazioni pazienti di Daniela, secche da cui disincagliarsi e reliquie subacquee di bricole. E’ un ambiente affascinante e misterioso, si lascia conoscere lentamente ma al contempo sembra non uscire mai completamente allo scoperto.

 

E' però il “condimento” di queste attività a renderle memorabili: il clima festoso e goliardico, l'immersione nel dialetto di Venezia e dintorni, le canzoni scherzose e quelle melanconiche, Sandro e Wilmer alla chitarra ed un'improvvisata gospel di Nicola. 
Ed ancora continui nuovi arrivi, di chi non ha potuto fermarsi tutta la settimana, ma si è comunque ritagliato almeno un giorno di permanenza a Mazzorbetto: il nuovo arrivato non può salvarsi da un'accoglienza festosa, mille domande e tanti resoconti di navigazioni dentro e fuori la laguna, sopralluoghi della propria imbarcazione ed innumerevoli brindisi. 
Ho ascoltato con passione i racconti di chi veleggia da più di trenta anni, le avventure e disavventure a lieto fine, le descrizioni di barche viste, possedute, progettate, costruite o sognate. Ho apprezzato le differenze tra il liquore e la grappa di xantonego. Ho mangiato il pesce appena pescato da Diego, Luca e Rudy. Ho imparato che la marotta è anche un natante a fondo piatto per il trasporto delle anguille ed ivieri casse di legno per la maturazione in acqua delle moeche. La notte ho scorto piccole meduse fluorescenti nell'acqua e stelle cadenti in cielo.

 

L’ultimo giorno di permanenza mi sveglio di umore grigio. La lettura dei contatori mostrerebbe un consumo di 500 euro di acqua… ma come…”se non l’abbiamo mai bevuta!?…” "... a saperlo facevamo anche la doccia con il vino”. 
Con questo equivoco (non 500 bensì 50) e relative risate ripartiamo sotto le prime gocce di pioggia, Tony si ripara sotto il fiocco. Ma giunti al circolo è già tornato il sole e malgrado il rientro a casa i miei compagni di viaggio non hanno perso il loro smalto e la loro infinita voglia di scherzare, cantare, raccontare barzellette divertenti (da quanto tempo non ne sentivo) mangiare ed ovviamente… brindare… alla nostra settimana a Mazzorbetto.

                                                                                                                          Marta F.

 


  
Cason di Valle Perini (in alto)
"frescogelato" di Ferragosto: Marta la vittima di turno (a sx)

 

domenica 13 agosto, "Alice" in partenza da Sangiu

 

 

base operativa al forete di Mazzorbetto

 

 

lezioni di Tai Chi by Tony Peressin

 

 

Casòn del Montiron, la mèta del cuore

 

Lezione di pesca in Palude della Rosa


                                                                                                                                                     

                                                                                                                                                                             byRevi 5.9.2017